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MANIFESTO

PER LO SVILUPPO E LA DIFFUSIONE

DELLE POTENZIALITA' CURATIVE DELL'ARTE

Riuniti a Napoli nel mese di Maggio 2017 in occasione dell’evento
“l’Arte che Cura”
presso il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore di Napoli
Noi promotori, con questo Manifesto,
intendiamo porre le basi per lo sviluppo di un continuo e sistematico
dibattito scientifico-culturale tra tutti i protagonisti degli interventi
sociali, psicosociali, educativi e di counselling,
nonché di natura clinica psicologica e psicoterapica,
fondati sull’espressione artistica.

I summenzionati intenti nascono dalla convinzione che l’attività artistica, e quindi gli interventi su di essa basati, abbia una profonda potenzialità trasformativa su diversi piani, strettamente interconnessi: individuale, collettivo, sociale e politico.
Sul piano individuale, in quanto contribuisce ad un generale benessere psicofisico, tanto in chi la produce quanto in chi ne fruisce, determinando inoltre l'acquisizione di migliori competenze affettive e cognitive.
Sul piano collettivo, giacché, potenziando le capacità relazionali, facilita il funzionamento dei tanti gruppi in cui gli individui sono inseriti (famiglia, lavoro, pari, ecc.)
Sul piano sociale, in quanto determina il miglioramento della qualità di vita nei contesti di appartenenza.
Infine sul piano politico, in quanto, già nei secoli veicolo d’innovazioni culturali, consente uno stretto rapporto dialettico tra soggettivo ed intersoggettivo.
In merito agli interventi psicosociali, educativi e di counselling, le terapie basate sull’espressione artistica (musicoterapia, teatroterapia, terapie pittoriche e quelle fondate su danza/movimento, sulla luce e sul colore, sulla scrittura e sull’immagine, ecc.) risultano essere uno strumento molto efficace, in una prassi già ampiamente consolidata. Grazie a tali strumenti, infatti, i partecipanti sono impegnati nella costruzione di gruppi di lavoro nei quali vengono stimolati ad interagire all’interno di nuovi codici, attraverso l’uso di differenti “linguaggi”: le sette note, il corpo, la costruzione drammaturgica, l’azione scenica, il gesto pittorico, il passo di danza, le regole dell’immagine, ecc.
Inoltre, per le loro particolari caratteristiche di stimolo della creatività e di espressione della soggettività, si prestano in modo eccellente ad essere utilizzate in contesti “difficili” e psicologicamente impegnativi, quali le carceri, le comunità di recupero per le tossicodipendenze, i centri di accoglienza per gli immigrati, le scuole delle aree più svantaggiate nelle periferie urbane.
In merito agli interventi di natura clinica, è oggi pressoché univocamente accettato che l’espressione artistica rappresenta un efficace strumento per la psicoterapia delle nevrosi (disturbi d'ansia, panico, disturbi della sessualità, problematiche relazionali, di personalità, ecc.) e delle psicosi (disabilità relazionale cognitiva, ecc.) attraverso la facilitazione di delicati meccanismi psichici profondi e psicofisiologici.
In merito alla formazione, proprio per il notevole impatto che tali terapie possono avere su aspetti rilevanti e complessi della salute dell’individuo, della collettività e della società, ci preme sottolineare la necessità di una formazione ineccepibile di terapeuti ed operatori, che riesca a dotarli di un saldo impianto teorico, mettendoli al riparo, nella prassi clinica, da pericolose approssimazioni e derive nella malpractice.
In merito alle risorse, nonostante la nascita e la diffusione in Italia, negli ultimi trent’anni, di numerose iniziative coraggiose e talora rivoluzionarie su questo fronte, dobbiamo purtroppo constatare le numerose difficoltà che i promotori sperimentano in termini di lungaggini burocratiche, accessibilità alle fonti di finanziamento, sensibilità degli interlocutori e dei destinatari dei progetti.
Anche alla luce di queste ultime considerazioni, Noi promotori affermiamo la volontà di sostenere tutti gli obiettivi del manifesto anche su un piano più strettamente politico, sollecitando le istituzioni a recepire l’importanza delle artiterapie, anche attraverso la distribuzione di risorse economiche e strutturali che ne consentano il loro progressivo sviluppo.

 

OBIETTIVI DEL MANIFESTO


1. Fornire un impianto teorico/metodologico alle “Arti che curano”, creando un sapere che sia chiaramente definito, scientificamente affidabile e trasmissibile.
2. Rendere tale sapere operativamente efficace e culturalmente condiviso.
3. Creare un criterio di riferimento, che sia rigoroso e comprensibile, per tutti gli interventi culturali, sociali, psicologici e psicosociali che utilizzano i diversi linguaggi artistici.
4. Fare in modo che tale ipotesi teorico/metodologica diventi trasmissibile attraverso un’attenta opera formativa.
5. Sviluppare una capillare opera divulgativa in seno al mondo degli operatori psicologici e sociali, pedagogici e della rieducazione, ma anche dell’ambito artistico “tout court” e della cittadinanza in generale.
6. Trasformare tale dibattito in un polo di riferimento di progettualità per tutti gli operatori del settore e per la collettività.

 

PROMOTORI DEL MANIFESTO

Gina Affinito - Curatrice d'arte. Art coordinator at Italian Embassy and Consulate in Dubai.
Giuseppe Brandi - Avvocato del Foro di Napoli. Esperto del Terzo Settore.
Maurizio Capone - Cantautore, percussionista e fondatore dei Capone & BungtBangt.
Marcello Cotugno - Regista. Attore. Docente dell’Università dello Spettacolo “Link Academy” di Roma e del Centro Sperimentale di Cinematografia. Presidente Associazione Teatroshock.
Claudio d'Aquino - Giornalista.
Francesca Di Virgilio - Psicologa, Psicoterapeuta. Docente dell’Accademia Imago, sede di Napoli della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “Mosaico”.
Massimo Doriani - Psicologo, Psicoterapeuta. Direttore dell’Accademia Imago, sede di Napoli della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia “Mosaico”. Ideatore del progetto “l'arte che cura”.
Gianluca Ficca - Medico Psichiatra. Professore Associato e Presidente del Corso di Laurea in “Psicologia Applicata ai Contesti Istituzionali” dell’Università della Campania “L. Vanvitelli”. Direttore della SIT, Scuola Italiana Teatroterapia.
Giuseppe Mastrocinque - Attore, Actor Coach, Formatore. Docente di Cinema presso l’Università del Cinema e delle Arti dello Spettacolo.

 

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 24 Maggio 2017 19:25)

 
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