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Laboratorio di ricerca sul Colloquio Clinico
(incontri di studio e ricerca)

 PROGRAMMA A.A. 2013/2014

IL COLLOQUIO CLINICO

NELLA PSICOTERAPIA DI GRUPPO

Indirizzato a Psicologi, Psicoterapeuti e laureandi in Psicologia (ultimo anno)

partecipazione gratuita
è possibile la presenza di tutti

 

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Il gruppo di ricerca LCC 2014 prosegue i lavori aperti con il GCT 2013, che fu incentrato sul Colloquio Clinico, con particolare riferimento a nuovi ambiti d’intervento, fino ad ora considerati discutibili ma sempre più diffusi e spesso non ben approfonditi, come la psicoterapia domiciliare, gli interventi on line, ecc.
Quest’anno analizzeremo presupposti teorici, metodologie e tecniche del Colloquio Clinico nella Psicoterapia di Gruppo.
altL’approccio che ci contraddistingue è la psicodinamica e l’uso del dispositivo dello psicodramma analitico, ma la ricerca seguirà un percorso che passa attraverso le esperienze professionali dei partecipanti, consentendo il confronto e delle riflessioni con i diversi approcci. Ogni incontro prevede una prima parte di riflessione teorica ed una seconda di esercitazione partecipativa in gruppi di lavoro sull’argomento trattato.
La ricerca sarà focalizzata sulle tematiche fondanti della psicoterapia quali: le dinamiche transferali e controtrasferali, i fattori di guarigione, l’organizzazione e la gestione del setting, la metacomunicazione.
Il progetto è strutturato su un totale di 8 incontri a frequenza mensile da novembre a giugno 2014. Il gruppo sarà composto da un massimo di 20 persone ed è  rivolto a Psicologi, Psicoterapeuti e laureandi in Psicologia (ultimo anno). Continua ed essere gratuito e verrà rilasciato un attestato di partecipazione unico al termine degli incontri. Anche se è rivolto a Psicologi e Psicoterapeuti, è possibile la presenza di tutti.


Calendario

 
8 Novembre 2013 Apertura dei lavori: il colloquio clinico


6 Dicembre 2013 Metodologia e tecnica

Come si organizza un gruppo di psicoterapia? E' preferibile una terapia di gruppo o individuale? Come si gestiscono emozioni quali rabbia, aggressività, pianto, desiderio sessuale, ecc…?

Ovviamente non ci sono ricette precostituite e le tecniche variano a secondo dell’approccio teorico di riferimento ma alcune metodologie sono comuni a tutte le terapie ed appartengono a regole che il lavoro di gruppo impone a prescindere dal contesto teorico.

Ed ancora, perché la terapia di gruppo? Cosa mi aspetto? Cosa accade al soggetto quando è in gruppo? Ed al terapeuta?

Questi e tanti altri quesiti vi verranno proposti nel corso dell’incontro per analizzarli in un confronto dialogico.

Dibattito, sperimentazione in loco, gruppi di lavoro e confronto collegiale sono gli strumenti che useremo alla ricerca di un prodotto finale che sia il frutto delle esperienze di noi tutti.


10 Gennaio 2014 Gruppalità, soggetto e transfert

"In un gruppo lalta pluralità ha un'incidenza sulla topica, sulla dinamica e sull'economia del transfert: il gruppo è un luogo in cui emergono particolari configurazioni del transfert. I transfert multilaterali vengono diffratti sugli oggetti predisposti a riceverli nel gruppo: analista, membri del gruppo,  il gruppo nel suo insieme, soggetti fuori dal gruppo. " R. Kaes

Nel corso dell'incontro del 10 gennaio, si affronteranno le tematiche relative alla posizione ed al vissuto del soggetto, dei partecipanti al gruppo terapeutico e dell'analista.

 
7 Febbraio 2014 Processi di funzionamento della vita psichica del gruppo

Quando si lavora in gruppo, qualunque sia l' approccio psicoterapico, non può non essere posta la seguente domanda: come e con quali concetti spieghiamo la struttura, i processi e le formazioni psichiche che appartengono, non al singolo soggetto, ma ad una realtà psichica comune e condivisa dal gruppo?

Durante l’incontro verranno approfonditi concetti specifici dei processi gruppali, come “il fantasma di gruppo” e l’onirismo di gruppo;  delle strutture psichiche gruppali come l’idea che un gruppo è organizzato come un sogno; del fenomeno della diffrazione e dell’apparato del linguaggio e del mito.


7 Marzo 2014 Intrapsichico, Intersoggettivo e Transoggettivo

Per lavorare in un gruppo dobbiamo tener presente che coesistono tre formazioni psichiche: la dimensione intrapsichica, che riguarda il mondo interno del membro del gruppo e che agisce a livello individuale; quella intersoggettiva, che riguarda il rapporto tra i membri del gruppo e che agisce a livello relazionale; e quella transsoggettiva, che riguarda il gruppo in quanto tale e che agisce a livello collettivo.

Queste tre formazioni rappresentano le modalità con le quali si costruisce lo stare in gruppo. Questo processo accade in quanto l'individuo è costretto a mettere in relazione il proprio gruppo interno con il gruppo esterno.

 
4 Aprile 2014 Transfert e controtransfert nei contesti gruppali

Il "pre-transfert ed il contropre-transfer".

Il "transfert laterale" ed il "controtransfert laterale"

Il "Trasferito", un significante della relazione, elemento intermedio tra gli attori.

Il "transfert multiplo" ed il "controtransfert multiplo"

Nel corso dell'incontro si farà chiarezza su questi concetti, alcuni tipici delle relazioni transferali, alcuni specifici del sistema transferale di gruppo, al fine di costruire un idea organica nei contesti gruppali.

 
23 Maggio 2014 Organizzazione e gestione del setting

Il setting nella psicoterapia di gruppo ha caratteristiche peculiari legate alla complessità del molteplice che il gruppo propone.

La relazione transferale multipla necessita di un contenitore adeguato.

Nella psicoterapia di gruppo, il gruppo interno trova molti più oggetti di proiezione che consentono un'espressione ed una elaborazione più articolata delle dinamiche interne.

Se viene applicato il dispositivo dello psicodramma, le opportunità di espressione e di attualizzazione sono amplificate dando maggiore efficacia all' esito terapeutico.


27 Giugno 2014 Lo psicodramma analitico di gruppo

Applicando il dispositivo dello Psicodramma alla psicoterapia psicodinamica di gruppo, si ha l’opportunità di usufruire di numerose tecniche ausiliarie molto utili al colloquio clinico. Infatti l’emergente emozionale non viene solo raccontato ma drammatizzato. Ciò conferisce alla psiche un’evidenza plastica, tridimensionale, reificata. In questa maniera il correlato emozionale è molto più vivo ed intenso. Il “mettere in scena” i propri conflitti consente di comprenderli rivivendoli emotivamente con la forza della realtà.

Il paziente, con l’aiuto di specifiche tecniche (doppiaggio, inversione di ruolo, specchio, soliloquio, scultura familiare, ecc.), sia in individuale che in gruppo, ha l’opportunità di esprimere, rivivere e ridefinire creativamente i nodi della propria esistenza. L’incontro verterà sull’uso di queste tecniche nel colloquio clinico.

 

Si rilascerà attestato di partecipazione a conclusione degli incontri

Il numero massimo di assenze è pari a 2 incontri

 

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