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Arteterapia Narrativa e visiva ai tempi del Coronavirus

Da arteterapeuti in formazione a tecnici informatici con pessime doti professionali, è il tempo di un momento. Ma, in periodi di emergenza, ci s’improvvisa un po’ come si può. Ci ritroviamo così: tra volti sgranati e voci robotiche, tra sorrisi imbarazzati e momenti d’impasse da raggirare con l’improvvisazione di chi, fino a qualche giorno prima, al pc dava soltanto del lei.
Ma ci ritroviamo, e alla fine è l’unica cosa che conta.
Ci ritroviamo a chiederci come stiamo, in che modo stiamo affrontando le giornate dal punto di vista pratico, ma soprattutto emotivo. A domandarci con le mani che ne sarà della nostra formazione, con gli occhi quando tutto questo avrà fine, ma anche a stringerci in un abbraccio che per un attimo sembra capace di annullare qualunque distanza e di posare nei pensieri una lieve coltre di leggerezza.
Ma non finisce qui, no. Perché se da tecnici informatici il funzionamento non è stato dei migliori, perché non buttarci sull’idraulica. Sono tempi duri, si sa, e a fine mese in qualche modo tocca pure arrivarci.
Eccoci allora a trasformare le nostre emozioni, riferite prima al periodo virulento e poi alla vita ‘normale’, in vere e proprie fontane che sgorgano di rabbia per un’esistenza che si è fermata, che inondano di gioia per una strana serenità ritrovata, che invadono corpo e mente di tristezza per un senso d’impotenza verso un mondo che guardiamo sgretolarsi dalla solitudine delle nostre case. Ma la paura, quella no. Questi creativi idraulici pare non ne abbiano. Quasi che sopra il cavallo bianco, invece del principe azzurro con la spada, forse sarebbero state più adatte una chiave inglese e una salopette. O probabilmente bisognerà approfondirla meglio questa Signora Paura, parlarle un po’ di più, farci una passeggiata, ogni tanto magari stringerle anche una mano. Che chi non conosce la paura si prende tutta la vita in volto, ma sa farsi anche male.
Ci lasciamo così, con qualche esame di vita in più, e un po’ di solitudine in meno, e con l’impegno di rincontrarci, che sia s’uno smartphone o sopra un pc, dando sfogo alla nostra arte, per prendere contatto col nostro splendido mondo emotivo, e condividerlo con chi ci è accanto, e per poter guardare insieme anche un momento buio con gli occhi della bellezza.

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